Sulle tracce del linguaggio del Restauratore

Laccatura:

In Europa tale tecnica si sviluppa particolarmente per cercare di imitare l'effetto della costosissima laccatura cinese, giapponese o cambogiana.

In Europa dopo aver preparato il supporto ligneo o di altro genere (non metallico) con gesso di Bologna, viene dipinto con tempere grasse o magre dopodiché tale pittura viene protetta con vernice a base di gommalacca e finita con cera.

È possibile laccare direttamente il supporto senza nessuna preparazione di gesso come fondo; in tal caso questa finitura veniva chiamata lacca povera, ottenendo un effetto più modesto rispetto l'altro tipo di laccatura.

Doratura (Anche Doratura a mecca):

Tecnica usata fin nell'antichità per impreziosire superfici di oggetti metallici, lignei, architetture, sculture o dipinti. L'oro "in foglia", ridotto cioè in sottilissimi foglie, veniva applicato al supporto con diversi mordenti. Per esempio la doratura a guazzo veniva fatta preparando il supporto con gesso di Bologna e bolo. Prima di applicare la foglia d'oro, il bolo veniva bagnato con acqua tiepida che faceva rinvenire la colla presente, permettendo all'oro, una volta posato, di aderirvi perfettamente e per un tempo lunghissimo.

Una tecnica più economica che emula l'oro zecchino consiste nella doratura a mecca.

Si ottiene una vernice giallina che può tendere al rosso, a base di "sangue di drago", aloe, sandracca, in diverse proporzioni, che poi viene applicata sull'argento, ottenendo l'effetto dell'oro. Questa tecnica è stata importata in Europa dall'Oriente.

Doratura a missione:

Tipo di doratura più veloce da praticare di quella a guazzo, in cui il mordente, la colla, è a base di olio di lino, cera ecc. Attualmente esistono anche missioni ad acqua.

Questo tipo di doratura è particolarmente adatto a luoghi umidi, ma al contrario di quella a guazzo non può essere brunita, mantenendo un effetto più opaco e impreciso. "Missione" significa mescolanza, dall'antico termine "mistione", cioè unione di olio con resine.

Gomma lacca:

Sostanza resinosa secca, in scaglie, proveniente dall'India, che, diluita in alcol, viene particolarmente utilizzata come elemento primario della vernice di mobili antichi.

La caratteristica di questa vernice, che tende all'ambra, è che mette in risalto al massimo le venature del legno trattato.

Encausto:

Tecnica pittorica impiegata soprattutto nell'antichità che utilizza la cera riscaldata come legante di pigmenti colorati. La cera, però, può anche essere utilizzata sciolta, nella sua essenza neutra, come base per la finitura di mobili o parti laccate.

Tempera magra e grassa:

I pigmenti macinati in acqua vengono mescolati con leganti organici come la colla di pesce o la colla di coniglio o il lattice di fico o l'albume dell'uovo. Quando a questi leganti si aggiungono il tuorlo dell'uovo e per esempio piccole quantità di olio di lino cotto si può allora parlare di tempera grassa.

Intaglio:

Tecnica realizzata asportando per esempio, parti lignee con particolari scalpelli chiamati sgorbie, per realizzare un progetto di scultura lignea predefinita su disegno preliminare.

L'intaglio può essere a incavo, a rilievo, a traforo o a tutto tondo (scultura).

È possibile praticare l'intaglio anche con l'utilizzo di apposito coltello.

Intarsio:

L'intarsio o tarsia è una tecnica di ebanisteria che utilizza tasselli di varie essenze di legno applicati a colla o a secco su supporti secondo un disegno determinato.

Bolo:

Terra argillosa di colore rossastro, giallo, nero o verde, utilizzata sopra il gesso per la doratura di superfici non metalliche. Ne esistono di numerose qualità: la più nota, il cosiddetto bolo „armeno", proviene dall'Armenia e dalla Persia. Veniva stemperato in acqua, mescolato con albume d'uovo o colla di pelle di coniglio e steso a caldo sul gesso della tavola sulle parti destinate a ricevere l'oro in foglia o in polvere o l'argento in foglia.

Colla di pesce:

Colla di origine animale fatta con parti cartilaginee di pesci particolarmente adatta come legante delle tempere, per argentatura e doratura a spolvero e a foglia.

Colla di caravella:

Nel "Libro dell'Arte" di Cennino Cennini è descritta come colla di tipo animale fatta con parti di piedi, tendini, pelle e muso di capra.

Nel Veneto e in altre parti d'Italia è denominata caravella la colla di pelli, tendini e cartilagini, normalmente chiamata colla forte, particolarmente adatta per ebanisteria.

Colla di coniglio:

Colla di origine animale fatta con pelli di coniglio. Adatta particolarmente come legante del gesso di Bologna o gesso marcio.

Gesso di Bologna:

Gesso marcio, macinato, che per essere utilizzato deve essere legato con colla di tipo diverso a seconda del lavoro da svolgere. Veniva utilizzato come base delle dorature e laccature, stucchi per mobili o per la preparazione delle tele.

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